mercoledì 15 agosto 2012

L'educazione alla geolocalizzazione

Un articolo su TechCrunch riguardo la novità di Google Plus che ora mostra i nostri aggiornamenti geotaggati su una mappa, mi ha fatto riflettere riguardo la reale consapevolezza degli utenti sui risvolti sulla privacy dell'uso delle app mobili per i social network (G+, Facebook, Twitter).

Ad esempio l'app di Facebook geolocalizza di default gli aggiornamenti che postiamo, basandosi non solo sul GPS se è acceso, ma anche sulla rete mobile. A me ogni tanto è capitato di aver dimenticato di cancellare la posizione geografica prima di pubblicare l'aggiornamento, sacrificando la mia volontà di mantenere l'anonimato geografico.

Personalmente lascio sempre spento il GPS sul mio GS2, non solo per ovvi motivi di risparmio della batteria, ma anche per evitare appunto di geotaggarmi inavvertitamente con i social network o, peggio, le foto scattate con lo smartphone.

Infatti, se anche evitate di inserire la posizione geografica in un post su Facebook con upload di una vostra foto, proprio questa potrebbe tradire la vostra geolocalizzazione se l'avete  impostata sulla fotocamera del vostro smartphone o iPhone.

È dunque fondamentale prestare molta attenzione alle impostazioni sulla geolocalizzazione dei nostri terminali mobili, ne va della nostra privacy.

martedì 14 agosto 2012

6 Free Apps per organizzare un carpool più efficiente

Mashable ieri mattina ci suggeriva 6 Free Apps per organizzare un carpool più efficienteIl carpooling in Italia è pochissimo diffuso, anche se nelle grandi città esistono realtà interessanti.

Con le applicazioni per dispositivi mobili (tutte per iOS solo una per Android) di Mashable il carpooling si arricchisce della dimensione social. Diventa così molto più semplice gestire gli appuntamenti, praticamente in tempo reale, nell'ottica del discorso che facevo un paio di giorni fa. Probabilmente l'utilizzo di queste app potrebbe contribuire a diffondere il carpooling anche nel nostro Paese.

Voglio poi segnalare in particolare Cozi, un formidabile organizer online (app per iOS e Android) perfetto per il managing familiare. Purtroppo l'app per Android non è ancora disponibile per l'Italia, ma il sito mobile è molto funzionale m.cozi.com e può essere utilizzato in sua sostituzione.

domenica 12 agosto 2012

Lo smartphone, un amico di famiglia

I "telefoni intelligenti" - ovvero gli smartphone - sono sempre più diffusi, e si può dire siano ormai gli unici terminali che vengono offerti per nuovi contratti telefonici con bundle dati o per i passaggi di operatore. Questo soprattutto grazie al continuo aumento dell'offerta di terminali Android - anche a basso costo - da parte di un sempre maggiore numero di produttori. Negli ultimi due anni c'è stato un vero e proprio boom di vendite di smartphone e tablet in Italia, dal 2010 al 2011 il numero di utenti in Italia è più che raddoppiato, arrivando a 20 milioni.

Insomma, in quasi ogni famiglia italiana almeno una persona possiede un aggeggio del genere. Come può allora uno smartphone diventare un "amico di famiglia"?

Un interessante articolo comparso su Mashable evidenzia come il 42% dei genitori americani ritengono che i loro smartphone siano il "centro di comando" della famiglia, per far sì che le cose procedano "senza intoppi". Le famiglie usano i telefoni cellulari per mantenere la vita quotidiana in ordine e avere una comunicazione fluida: il 41% dei genitori intervistati utilizza lo smartphone per coordinare le liste della spesa e le commissioni, il 43% per intrattenere i bambini, il 20% dei padri e il 35% delle mamme usano i telefoni per inviare messaggi d'affetto ai propri ragazzi. E ancora, il 75% scatta e condivide foto dei propri figli, il 27% li utilizza per effettuare acquisti via internet.


Anche nella mia famiglia, sebbene i miei tre figli siano ancora troppo piccoli per possedere uno smartphone, io e mia moglie usiamo molto i nostri rispettivi terminali (un iPhone 3GS e un Galaxy S2) per organizzare la nostra vita quotidiana.

Ad esempio con l'arcinoto WhatsApp ormai evitiamo di chiamarci di continuo anche per brevi comunicazioni "di servizio", usandolo come una sorta di segreteria telefonica asincrona: inviamo il messaggio di testo (o una foto di un set di lenzuola in offerta che avevo visto all'ipermercato) e sapremo sempre se e quando l'altro/a l'avrà letto. Le conversazioni, man mano che si allungano messaggio dopo messaggio, diventano anche una sorta di diario di vita quotidiana, che personalmente mi diverto molto a scorrere a ritroso ogni tanto.

Con GrocerySmart abbiamo sempre le liste della spesa sincronizzate, e chiunque dei due si trovi a fare acquisti, saprà sempre cosa comprare. Appena ci viene in mente qualcosa da acquistare, basterà aggiungerlo alla lista. Niente più "ti sei dimenticato di prendere i biscotti!".

Per non parlare di Google Latitude, grazie al quale sarà sempre possibile sapere dove si trovano gli altri membri della famiglia... con gli opportuni accorgimenti relativi alla privacy, ovviamente ;)



E voi, come usate i vostri "amici di famiglia" elettronici nella vita quotidiana?

sabato 11 agosto 2012

Google Translate ora traduce anche le immagini

L'ultimo aggiornamento di Google Translate (ma solo per Android) introduce una interessante e potente feature, è in grado di tradurre testi riconoscibili in foto scattate con il nostro dispositivo mobile.

È sufficiente evidenziare il testo sulla foto, e l'app provvederà ad effettuare la traduzione. L'unico accorgimento da parte dell'utente è quello di selezionare la lingua del testo originale.

La feature è particolarmente utile quando si avrà a che fare con idiomi difficili (se non impossibili) da digitare su tastiera, come arabo, giapponese o cirillico. In realtà attualmente il riconoscimento ottico del testo è disponibile solo per alcune lingue, come ad esempio il russo.


Google, sempre un passo (più) avanti.

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Via MakeUseOf

venerdì 10 agosto 2012

Il (mio) web 2.0 quotidiano

Questo articolo è comparso originariamente sul blog TANTO

Una delle nostre necessità primarie quotidiane è informarci. Lo facciamo in molti modi differenti, da molte fonti differenti, su molti media differenti.

La radio ad esempio ci può accompagnare in svariati momenti della giornata. Per me è irrinunciabile la mattina ascoltare su Rai Radio 3 Prima Pagina, e quando posso Radio3 Scienza, Tutta la città ne parla o ancora la trasmissione di Oscar Giannino su Radio24. Per fortuna ci sono i podcast, per riascoltare le puntate perse.

Ma quando si parla di blog, siti web, liste e gruppi di discussione, allora le cose diventano più complicate. Bisogna dedicargli del tempo, stando davanti al computer, o anche sullo smartphone, sebbene il piccolo schermo metta a dura prova le nostre diottrie e il touchscreen la pazienza delle nostre dita. Comunque sia, si tratta di tempo che viene ritagliato durante le nostre giornate incasinate, tra lavoro e impegni familiari.

Voglio qui condividere la mia esperienza di come ho organizzato quell’oretta in totale che riesco a dedicare a questa fondamentale, irrinunciabile parte della giornata. Per domare le decine e decine di feed RSS ai quali sono abbonato, ma soprattutto non cadere nel panico dovuto ai 1.000 e passa nuovi item quotidiani che essi generano, uso da anni ormai Google Reader. A mio avviso, nonostante con l’ultima revisione Google lo abbia menomato pesantemente, eliminando la possibilità di condividere con i propri contatti le nostre letture e dirottando il traffico su Google Plus - che per inciso non m’ha preso e forse mai mi prenderà -, io lo trovo ancora il miglior strumento web per leggere in maniera organica i feed.