domenica 23 febbraio 2014

#Whatsappdown? There's an app for that: Telegram

Il blackout di WhatsApp che sabato scorso ha mandato nel panico milioni di utenti nel mondo - a quanto pare la totalità in Italia - ha fatto immediatamente puntare il dito contro l'onnipotente Facebook, che l'ha di recente acquisita per 19 miliardi di dollari. In molti hanno pensato a uno switch off imposto dal gigante dei social network, in sintonia con la strategia che assieme a Google vede i mostri del web ingoiare ogni potenziale concorrente, per poi magari lasciarli morire.

Non è stato così, e dopo 5 ore di ansia generalizzata il servizio di messaggistica più grande del mondo (si contano circa 450 milioni di utenti attivi) è tornato operativo. Ma in realtà questo episodio, per gli utenti più critici e attenti ha costituito la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Servizi di messaging istantaneo alternativi a WhatsApp ce ne sono in giro molti, e da parecchio tempo. Oltre ChatOn preinstallato su dispositivi Samsung, abbiamo a disposizione l'ottimo Indoona di Tiscali, multipiattaforma e che consente anche di chiamare i fissi gratuitamente, ma anche Wechat, Line e il vecchio Viber. Se volete approfondire la cosa, su Wikipedia trovate una interessante comparazione tra i servizi di instant messaging disponibili.

Ma il servizio che ha avuto il maggior exploit nella sola giornata di sabato - quando è avvenuto il blackout di Whatsapp - con 500.000 nuovi iscritti in poche ore è stato Telegram. E i motivi sono molto molto validi, tanto da aver immediatamente convinto anche me.

In primo luogo Telegram è un progetto totalmente free e open source, con API e protocollo entrambi aperti (GPLv2). Attualmente è disponibile sul sito ufficiale solo per Android e iOS, ma l'essere open source consente a chiunque di sviluppare applicazioni e ulteriori servizi in maniera assolutamente libera. Esistono infatti client non ufficiali anche per Windows mobile e desktop (Windows, Mac e Linux) e addirittura una comodissima webapp Chrome, che ne consentono l'uso simultaneo multipiattaforma, senza i vincoli imposti da WhatsApp.

Il punto di forza di Telegram è però la privacy. Il livello di crittografazione dei messaggi è molto elevato, possiamo inoltre creare chat segrete p2p che si autodistruggono dopo un determinato periodo di tempo, e che non vengono conservate sui server del servizio. Insomma, restiamo padroni al 100% di quello che scriviamo, e nessuno ci ficcherà mai il naso.

Altra peculiarità non da poco è la possibilità di inviare file ad altri utenti grandi fino addirittura ad 1GB. Mica male!

Insomma, ho deciso di passare a Telegram e fare io stesso lo switch off di WhatsApp, perché credere in progetti come questo - che non verranno venduti a nessuno, né ora né mai - sono l'unica risposta valida e forte al totalitarismo mediatico che Facebook - ma Google non è da meno, sebbene consenta un più agevole opt out - sta imponendo al mondo intero, con centinaia di milioni di utenti beatamente e inconsciamente segregati nel suo giardino di gomma, e che sempre meno avranno motivi per uscirne.

E allora libera la tua voce e le tue dita, esci dal recinto di Facebook, passa a Telegram!!!



venerdì 14 febbraio 2014

Un frappè di mappe

Grazie a Luciano Giliberto ho scoperto un sito che rende possibile confrontare una qualunque superficie del planisfero con altre. Con MAPfrappe infatti è sufficiente disegnare aree ad esempio ricalcando i confini di uno stato, una regione e andare in giro per il mondo per capire se la Puglia è davvero così piccola in confronto ad altre regioni.
Una volta disegnate le aree sulla mappa presente nel primo riquadro, MAPfrappe consente di andare in giro per il mondo confrontandole con altre zone, nella seconda mappa. Man mano che ci si sposta, le aree create da noi rimarranno al centro e verranno automaticamente sovrapposte sulla zona che osserviamo.

In effetti, la mia regione è lunga quasi quanto l’Islanda, chi l’avrebbe mai detto?!? In realtà io me l’aspettavo - come tutti coloro che lavorano nella geomatica o si intendono di geografia - perché la proiezione cartografica utilizzata per rappresentare la superficie terrestre da Google Maps - servizio sul quale è basato MAPfrappe - è quella di Mercatore, una proiezione conforme, che preserva gli angoli tra due segmenti ma non le aree.
Ciò comporta che gli oggetti rappresentati su questo tipo di carte risultano sempre più estesi - in rapporto alla scala - rispetto alla realtà man mano che si procede dall’equatore verso i poli, ovvero con l’aumentare della latitudine.

Provate a disegnare i contorni di regioni e stati, e portarle a spasso per il mondo, per vedere come cambiano in funzione della latitudine. Ad esempio tracciate un contorno attorno all'Africa e portatela sopra la Russia, come apparirà in confronto? E la Cina messa sull'Islanda?


Un altro semplice ma utile servizio che offre MAPfrappe è Iso-LonLat, che consente di confrontare latitudine e longitudine di un punto con qualunque altro sul globo terrestre. Così risulta facile evidenziare come Bari, contrariamente a quanto i più credono, si trova più a nord di Napoli di circa 25 km.

Insomma MAPfrappe è un potente strumento didattico, che mostra come il mondo - rappresentato su una carta geografica - non è esattamente come sembra.