mercoledì 18 giugno 2014

I 9 elementi della Cittadinanza Digitale

La Cittadinanza Digitale può essere definita come l’insieme di norme per un comportamento appropriato e responsabile riguardo l'uso delle tecnologie.
Questo documento/manifesto vuole essere di ausilio a tutti/e coloro che sono a vario titolo impegnati/e nella costruzione della Cittadinanza Digitale, e viene pertanto rilasciato in licenza CC-BY (vedi note al termine).

1. Accesso digitale

Per una partecipazione digitale a pieno titolo di chiunque nella società
Gli utenti devono essere consapevoli che non tutti hanno le stesse opportunità nell’uso delle tecnologie. Lavorare per l’uguaglianza dei diritti digitali e sostenere l'accesso alle tecnologie è il punto di partenza della cittadinanza digitale stessa. L’esclusione digitale rende difficile la crescita della società utilizzando questi strumenti. Contribuire a fornire ed ampliare a tutti e tutte l'accesso alle tecnologie dovrebbe essere l’obiettivo primario dei cittadini digitali. Gli utenti devono tenere a mente che ci sono persone che hanno un accesso limitato alla tecnologia, e che quindi devono essere fornite loro ulteriori risorse. Per diventare cittadini produttivi, bisogna impegnarsi a fare in modo che a nessuno sia negato l'accesso digitale.

2. Commercio digitale

Acquisto e vendita online di beni
Gli utenti devono avere ben presente che una larga fetta di economia di mercato è ormai di tipo elettronico. Gli scambi legittimi e legali sono la maggioranza, ma l'acquirente o il venditore deve essere consapevole dei problemi ad esso associati. La possibilità di fare acquisti su Internet di giocattoli, abbigliamento, libri, elettronica, alimentari, ecc. è diventata comune per molti utenti. Allo stesso tempo, una altrettanto grande quantità di beni e servizi che sono in conflitto con le leggi o la morale di alcuni paesi stanno emergendo sempre più, si tratta di attività come i download illegali, la pornografia e il gioco d'azzardo. Gli utenti devono imparare a essere consumatori efficaci in una nuova economia digitale.

3. Comunicazione digitale

Scambio elettronico di informazioni
Uno dei cambiamenti più significativi nell’ambito della rivoluzione digitale è la capacità di una singola persona di comunicare con migliaia di altre persone. Nel 19° secolo le forme di comunicazione erano limitate. Nel 21° secolo le possibilità e le modalità di comunicazione sono esplose offrendo una vasta gamma di scelte (ad esempio e-mail, telefoni cellulari, messaggistica istantanea). Questa espansione della comunicazione digitale ha portato una grande rivoluzione, perché oggi le persone sono in grado di tenersi in costante contatto con gli altri. Ora tutti hanno l'opportunità di comunicare e collaborare con chiunque, da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Purtroppo a molti utenti non è ancora chiaro come prendere decisioni appropriate di fronte a tante diverse opzioni di comunicazione digitale.

4. Competenze digitali

Il processo di insegnamento e apprendimento delle tecnologie e il loro uso
Se da un lato le scuole italiane - partite con grande ritardo rispetto a quelle del mondo anglosassone - hanno fatto molti progressi nel campo della tecnologia,parecchio resta ancora da fare. Una rinnovata attenzione deve essere posta su quali tecnologie vanno apprese come dovrebbero essere impiegate. Le nuove tecnologie che si stanno aprendo sempre più la strada nel mondo del lavoro, attualmente non vengono utilizzate nelle scuole (ad esempio videoconferenze, spazi di condivisione online come wiki e servizi cloud, ambienti di apprendimento online, ecc.). Inoltre i lavoratori, in svariate situazioni occupazionali hanno continuo bisogno di informazioni immediate (informazioni just-in-time). Questo processo richiede sofisticate capacità di ricerca e di elaborazione, ovvero lo sviluppo di competenze digitali. Gli studenti devono dunque letteralmente imparare ad apprendere nella società digitale. In altre parole, i ragazzi devono essere pronti ad “imparare a imparare” qualcosa, sempre e ovunque. Il mondo degli affari, quello militare e quello medico sono alcuni esempi di come la tecnologia venga utilizzata in modo estremamente diverso nel 21° secolo. Non appena emergono nuove tecnologie, gli studenti dovrebbero imparare a usarle in modo efficace e appropriato. La cittadinanza digitale consiste nell’educare le persone in un modo nuovo, che evolve di continuo, persone che hanno bisogno di un elevato grado di competenza digitale.

5. Netiquette

Procedure e codice di condotta appropriati
Le problematiche relative a tenere un corretto codice di condotta nell’uso delle tecnologie, sono spesso piuttosto complesse da gestire. Gli utenti spesso riescono a riconoscere un comportamento inadeguato quando lo vedono, ma risulta più difficile rendersi conto quando si sbaglia in prima persona. Prima di utilizzare le tecnologie digitali - soprattutto quelle che implicano comunicazione con gli altri - è necessario acquisire una sorta di galateo digitale. Normalmente nei forum, nelle community e nei social network vengono definite norme e regolamenti ai quali è necessario attenersi, per garantire il rispetto altrui. In sostanza, per essere cittadini digitali è fondamentale acquisire e rispettare buone norme di comportamento che tutto sommato non sono dissimili da quelle che dovremmo tenere in qualunque situazione nella quale interagiamo con altre persone.

6. Norme di diritto digitale

Responsabilità elettronica delle proprie azioni
Il diritto digitale si occupa dell'etica tecnologica all'interno della società. L’uso non etico della tecnologia si manifesta in forma di furto e/o atti criminali. Gli utenti devono avere sempre presente che appropriarsi indebitamente con il mancato rispetto della licenza d’uso o danneggiare il lavoro digitale di altri, rubarne l'identità, o la proprietà online sono crimini a tutti gli effetti. Esistono anche in Italia leggi che tutelano in vario modo i diritti digitali, e che si applicano ad esempio a chi lavora o anche gioca online. Gli atti criminali digitali vanno dall’hacking non autirizzato di informazioni, al download illegale di musica e film, al plagio, alla creazione di virus, all'invio di spam fino al furto di identità digitale.

7. Diritti e doveri digitali

Libertà estese a tutti in un mondo digitale
Analogamente alle carte costituzionali di molti stati democratici, esiste una serie di diritti di base estesi a tutti i cittadini digitali, che garantiscono sostanzialmente la privacy, la libertà di espressione, la tutela della propria persona. I diritti digitali di base devono essere approfonditi, discussi e compresi da tutti i cittadini digitali. E naturalmente i diritti implicano anche delle responsabilità. Gli stessi utenti devono contribuire nel definire come la tecnologia deve essere utilizzata in modo appropriato nei vari contesti nei quali viene impiegata. In una società digitale diritti e doveri devono assolutamente coesistere in maniera armoniosa, ed essere condivisi e accettati da tutti i cittadini.

8. Salute e benessere digitali

Benessere fisico e psicologico in un mondo di tecnologia digitale
La salute degli occhi, sindrome da stress ripetitivo e buone pratiche ergonomiche sono questioni che devono essere affrontate in un nuovo mondo tecnologico. Oltre alle problematiche prettamente fisiche, stanno diventando sempre più frequenti quelle di origine psicologica, come la dipendenza da Internet. Gli utenti devono tenere a mente che ci sono sempre pericoli intrinseci nell’uso delle tecnologie. La Cittadinanza Digitale comprende una cultura in cui agli utenti viene insegnato come proteggere se stessi attraverso l'istruzione e la formazione.

9. Sicurezza digitale

Precauzioni digitali per proteggere sé stessi
In ogni società ci sono individui che rubano, deturpano beni o danneggiano altre persone. Lo stesso accade nella comunità digitale. Non è sufficiente fidarsi di altri membri della comunità per garantire la nostra stessa sicurezza. Nelle nostre case installiamo allarmi e abbiamo serrature alle porte per assicurarci un certo livello di protezione. Lo stesso deve valere per la sicurezza digitale. Abbiamo bisogno di proteggere i nostri sistemi da virus, effettuare il backup dei dati ed evitare il danneggiamento delle nostre apparecchiature elettroniche. Come cittadini digitali responsabili, dobbiamo essere in grado di proteggere le nostre informazioni da forze esterne che potrebbero causare disagi o danni.

Rispetto, Educazione e Protezione (REP)

Il metodo RED è un modo molto efficace sia per spiegare sia per insegnare i concetti della cittadinanza digitale. Rispetto, Educazione e Protezione digitali sono temi che andrebbero insegnati quanto prima possibile, già a partire dalla scuola primaria.
La metodologia REP prevede che ognuna di queste tre aree richiami a sua volta tre dei nove elementi visti prima.
In tal modo l’apprendimento degli elementi chiave risulterà più efficace poiché contestualizzato nelle tre grandi tematiche cardine della cittadinanza digitale: Rispetto, Educazione e Protezione.

Rispetta te stesso, rispetta gli altri

  • 5. Netiquette
  • 1. Accesso digitale
  • 6. Norme di diritto digitale

Educa te stesso, comunica con gli altri

  • 3. Comunicazione digitale
  • 4. Competenze digitali
  • 2. Commercio digitale

Proteggi te stesso, proteggi gli altri

  • 7. Diritti e doveri digitali
  • 9. Sicurezza digitale
  • 8. Salute e benessere digitali

Note

Questo documento è stato liberamente tratto da “Nine Elements of Digital Citizenship” di Mike Ribble, che si ringrazia per aver acconsentito alla sua traduzione e divulgazione.
Le icone sono state create da VisualPharm.

lunedì 16 giugno 2014

Creare su tablet Android un profilo protetto per i nostri bambini

L'input a scrivere questo breve post me l'ha dato il mio amico e collega +Domenico Capolongo, che aveva la necessità di controllare l'uso che uno dei suoi figli fa di un tablet Android, dispositivi che si prestano molto bene ad un uso "collettivo", soprattutto in famiglie con figli piccoli o che comunque necessitano ancora di un controllo riguardo la fruizione dei contenuti su web.

Premetto che la creazione di account utente multipli è possibile solo su dispositivi equipaggiati con versione android 4.1 Jelly Bean o successive. Per quelle precedenti è necessario ricorrere a applicazioni specifiche, come SwitchMe che però richiede anche permessi di root.

Il vantaggio di disporre di più utenti su un tablet è che ognuno di essi avrà un proprio ambiente totalmente personalizzato, ma è fondamentale tenere presente che esistono due tipi di account: utente normale e profilo con limitazioni. Il primo è un vero e proprio utente totalmente a sé stante rispetto agli altri, con configurazione dell'account Google autonoma e conseguentemente applicazioni personalizzate. Un account di questo tipo è adatto per un ragazzo o un adulto, che avrà totale autonomia d'uso del tablet. L'account "Proprietario" -una sorta di amministratore del dispositivo- ha comunque la facoltà di cancellare qualunque altro utente o profilo creato.

Il profilo con limitazioni invece non è un vero utente, ma dipende proprio da quello "Proprietario" dal quale deriverà le applicazioni che potrà o meno usare. E' questo tipo di profilo che consentirà di configurare un ambiente protetto per i nostri ragazzi.

Creazione del profilo con limitazioni

La prima cosa da fare è naturalmente creare il profilo limitato, accedendo alle impostazioni del tablet e tappando sulla voce "Utenti". Tappare poi su "Aggiungi utente o profilo" e selezionare "Profilo con limitazioni". A questo punto potremo impostare il nome del profilo e selezionare le applicazioni che vorremo concedere in uso al profilo stesso, scegliendole dall'elenco che comparirà tappando sul simbolo delle impostazioni.

 

Potrebbe volerci qualche lungo istante prima di visualizzare l'elenco delle applicazioni installate sul tablet, quindi pazientate. Le app che vorremo concedere in uso al profilo dovranno essere impostate su ON, mentre quelle che vorremo tenere inaccessibili, viceversa su OFF. Il profilo limitato però non consente l'utilizzo di applicazioni che fanno uso di un account. Quindi scordatevi di far usare ai vostri figli in questo modo ad esempio le app di Gmail, Twitter e Facebook, che non potranno essere abilitate. Rimarranno comunque accessibili via browser web, poco male dunque.


Una volta creato e configurato il profilo con limitazioni per i vostri figli, buona norma è impostare un blocco schermo sul vostro profilo principale con segno o PIN, in modo tale da impedire loro di accedervi impunemente.


Il profilo limitato non consente l'uso del Play Store di Google, quindi per quanto riguarda installazioni improprie di app, possiamo stare tranquilli. Rimane comunque ancora un problema da risolvere: come controllare e limitare l'accesso a siti web pericolosi o inadatti ai nostri figli?

Il controllo dei contenuti web pericolosi

Esistono svariate app Android che consentono il parental control, praticamente tutte prevedono un abbonamento annuale per il loro utilizzo. Tra quelle che ho provato, la più efficace mi è sembrata Funamo, che mette a disposizione moltissime potenti funzionalità. Tra l'altro è l'unica che non prevede un canone annuo per i propri servizi, ma una sorta di licenza a vita legata ai singoli dispositivi al costo di 19,99 USD, ovvero poco meno di 15 euro.

Ma veniamo alla sua configurazione, un po' lunga ma nulla di complicato se avrete pazienza.

Innanzitutto va installata dal profilo proprietario l'app base di controllo, la trovate cliccando qui. Una volta eseguita creeremo un account genitore, inserendo i nostri dati e una email valida. I parametri di protezione con filtraggio dei contenuti inadatti a bambini sono preimpostati, l'app vi farà poi installare il browser web Funamo dedicato, che consentirà una navigazione protetta.

A questo punto sarà necessario entrare nelle impostazioni del profilo limitato che abbiamo creato prima, disabilitare all'accesso eventuali altri browser (es. quello stock o Chrome) e abilitare Funamo Browser.

Happy safe browsing!